Come affrontare lo stress della prima elementare: quello che i bambini non dicono

Come affrontare lo stress della prima elementare: quello che i bambini non dicono

Ogni bambino attraversa nel corso della sua vita, fasi di crescita che devono essere supportate con pazienza e cura da parte degli adulti, specialmente dei genitori. Così come l’inizio della scuola elementare per un bambino può essere un passaggio sofferente e stressante.

La prima elementare è il primo passo verso la scolarizzazione, il rispetto delle regole, il vivere in comunità. Fino alla scuola materna il bambino è stato abituato a divertirsi, imparando ciò che più gli faceva piacere senza assilli o ansia da prestazione, senza un giudizio. Adesso invece, con la prima elementare scoprirà gradualmente di esser arrivato nel mondo dei grandi dove impegno, sacrificio, apprendimento sono alla base di un buon risultato finale. Attenzione però ai numerosi segnali diretti ed indiretti che ogni bambino può mandare i genitori o agli adulti che lo circondano, perché potrebbero nascondere un disagio o un inizio di stress.

Occorre ricordare che ogni fase della loro vita ha bisogno di sostegno da chi gli è sempre stato vicino, dai genitori fino ai parenti prossimi. Il bambino vive un duplice sentimento: gioia per esser nel mondo dei grandi e paura per un ambiente diverso da quello in cui è cresciuto fino a quel momento. E’ una fase in cui bisogno ricominciare tutto, riadattandosi: senza giochi, luoghi rassicuranti, senza soprattutto le maestre della scuola materna. Il distacco da queste figure umane può generare un vero e proprio stato d’ansia che potrebbe ripercuotersi nella vita familiare.

primo giorno scuolaQuali sono i consigli utili per affrontare la prima elementare per un bambino?

  • I genitori devono parlare al bambino delle cose positive che potrà fare a scuola e del suo futuro;
  • Se il bambino chiede ogni tanto di andare nella scuola materna a trovare le insegnanti, occorre assecondarlo;
  • Bisogna assecondare i tempi del bambino, senza mai fare paragoni con altri (ad esempio il fratello), comprendendo le diversità di apprendimento e la maturazione;
  • Evitare di assillare il bambino fin dal primo giorno se non ha voglia di stare seduto a fare i compiti, ma cercare sempre il giusto compromesso;
  • Una delle frasi più positive da dire al bambino al ritorno da scuola è ad esempio questa “TI VA DI RACCONTARMI COSA AVETE FATTO DI BELLO OGGI A SCUOLA?”;
  • Evitare di dare consigli e raccomandazioni, perché il bambino ascolterà le maestre;
  • Responsabilizzare il proprio bambino fin da subito vuol dire aver fatto un ottimo lavoro;
  • Impostare i ritmi: SONNO-SCUOLA-PASTO-COMPITI-SVAGO-CENA-SONNO;
  • Nel fare i compiti occorre gradualmente assisterlo e non sostituirsi per consentirgli la giusta autonomia (avrà acquisito un metodo utile per la vita);
  • Introdurre un’attività sportiva che a lui piace, senza sottrarre tempo agli impegni scolastici.

Quali sono i segnali di disagio e di stress del bambino?

  • Cerca sempre conferme in ogni cosa che fa;
  • Fa la pipì a letto;
  • Si sveglia durante la notte;
  • Vuol dormire con i genitori;
  • Si notano dei tic nervosi, prima d’ora sconosciuti;
  • Prima di andare a scuola dichiara di avere mal di pancia, emicrania, vomita.

Se questi campanelli d’allarme sono transitori, non vi è alcuna preoccupazione, basta non dare troppa importanza e nemmeno colpevolizzarlo, altrimenti occorre rivolgersi ad uno specialista, in quanto il bambino non accetta la sua nuova situazione ed occorre trovare le giuste soluzioni in famiglia.

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