Alzheimer: un rimedio naturale può essere utile?

Alzheimer: un rimedio naturale può essere utile?

È la forma di demenza degenerativa invalidante con il passare del tempo, meglio conosciuta col nome di Alzheimer o morbo di Alzheimer.

Essa ha inizio intorno ai 65 anni di età, con sintomi diversi da persona a persona: perdita di memoria di situazioni recenti, difficoltà a ricordare gli eventi. Altri sintomi più importanti sono riconducibili a disorientamento, cambi di umore, aggressività, portando il soggetto ad isolarsi sia verso la società che la famiglia.

A seconda della velocità di degenerazione, la persona perde anche le capacità mentali basilari, non riuscendo più a contestualizzare i familiari più prossimi e non sapendo nemmeno effettuare le attività più elementari come mangiare con le posate, oppure distinguere una situazione di pericolo.

Una volta diagnosticata la malattia, l’aspettativa di vita media varia tra i 3 ed i 10 anni di vita, con una degenerazione elevata verso gli ultimi anni di vita della persona. Questa malattia coinvolge soprattutto  i familiari della persona malata, essendo questa una malattia emotivamente, fisicamente e psicologicamente coinvolgente per tutte le persone che assistono il paziente.

Quali sono le cause di questa malattia?

Ancor oggi le cause sono riconducibili alle placche amiloidi ed agli ammassi neurofibrillari presenti nel cervello. La causa della loro degenerazione non è chiara, mentre le cure servono solo a rallentare il processo o a rendere meno invalidante la malattia stessa. Per questo motivo, non ci sono farmaci o terapie che riescano ad arrestare il decorso, a debellarla definitivamente. I sintomi iniziali del morbo, sono scambiati per un normale processo di invecchiamento o per una demenza senile. Oggi è considerata una delle patologie a  più grave impatto sociale. I test cognitivi servono per diagnosticarla anticipatamente, così come alcune ricerche condotte di recente, hanno riscontrato una predisposizione di alcuni soggetti a sviluppare con gli anni l’Alzheimer, in quanto la quantità di rame presente nel cervello era bassa.

Quali sono i sintomi della malattia?

Ecco i segnali che possono evidenziare una predisposizione o l’inizio della malattia:

  • Dimenticare informazioni apprese di recente, per ricordale in un momento successivo;
  • Si impiega molto tempo per risolvere problemi quotidiani;
  • Confondere tempi e luoghi;
  • Confondere le parole corrette per identificare gli oggetti (es. confondere un telecomando con un rasoio);
  • Lasciare oggetti in posti insoliti (es. un bicchiere viene messo nella scarpiera);
  • Cambiare repentinamente umore o stato d’animo (depressione e poi gioia, rabbia e pacatezza);

Una fase importante della vita sociale è data dalle numerose attività che il soggetto era chiamato ad assolvere, come ad esempio lavorare oltre le 8 ore al giorno, poi seguire i figli o i nipoti, praticare hobby. Con il passare degli anni il soggetto può andare in pensione, non dedicarsi più agli hobby ed i nipoti crescendo sono indipendenti, per cui la mancanza di allenamento per il cervello può determinare un sorta di ipotrofia, sviluppando i primi segnali del morbo di Alzheimer. Un passo avanti potrebbe essere l’uso della curcuma, una spezia conosciuta in India ed oggi nel mondo Occidentale, sia per rimedi curativi naturali, sia in cucina per preparare pietanze gustose. La curcuma contiene la curcumina ed è usata in Asia per curare tante malattie grazie alle sue proprietà antinfiammatorie.

Si sta sperimentando per la cura dell’Alzheimer e se i test condotti, dessero risultati positivi si potrebbe aprire un nuovo ambito curativo per questa malattia degenerativa. Il motivo è semplice: le proprietà della curcuma sono neuro protettive, ossia stimolano la rigenerazione di cellule staminali celebrali, aiutando a riparare i danni provocati dal tempo al cervello stesso. Nell’Alzheimer la curcuma è utile per sviluppare nuove molecole che attraversano la barriera emato encefalica, si legano alle placche amiloidi, distruggendole senza alcuna tossicità. La difficoltà che oggi incontrano i farmaci è proprio questa.

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